8 sono i luoghi della provincia pisana distribuiti a raggiera intorno ad un centro ideale, quelli pensati per il progetto Antroporti cioè ‘Porti dell’uomo’. Il filo nascosto che accomuna questi luoghi è che sono tutti nodi e luoghi di frontiera, nella storia e nella memoria, stazioni di posta o di commercio, dogane o posti di confine verso l’altro: oggi passaggi obbligati verso altre province o altri panorami, verso il mare o verso zone più interne o più densamente inurbate, circuito perfetto per chi pensa come noi alla cultura come una cosa viva, in trasformazione continua eppure cosilegata ad una tradizione oggi difficile da riconoscere efar rivivere.
10 anni sono gli anni che questo festival ha percorso , un viaggio nel sogno, nella cultura, nell’esoterismo, nei miti e la metafisica, con eroi e guerrieri, buffoni, clown , giullari , musici e teatranti. 10 anni di passaggi e viaggi non solo sul territorio pisano ma anche nella memoria degli abitanti in confronto continuo con gli stimoli dell’esterno, della diversità , dello straniero.
Da qui il senso del nostro modo di intendere l’ interazione col territorio di questo viaggio durato 10 anni: attraverso la contaminazione tra linguaggi artistici, per restituire al territorio e alla gente che lo abita identità e valore, cioè un universo comune e profondo di riferimento e una ricchezza sul piano dell’industria culturale e del turismo. Perché abitanti, realtà locali, istituzioni ed artisti si regalino la possibilità di cercare , ognuno a suo modo, l’isola del tesoro, vicino o lontano che sia.